[COM] [COI] [COC] [Metodo AugustusDi.Ma] [VOLONTARIATO]

C.C.S.
acronimo di: Centro Coordinamento Soccorsi Rif. Normativo: L. 225/92 artt. 2 comma 1 lett. C,13,14 D.Lgs. 112/98 art. 108 Comma b), L.R. 44/00 art.71, L.R. 7/03 artt. 11,13, Reg. DPGR del 18/10/04 n. 8/R E' uno dei Centri Operativi del Modello Integrato della Protezione Civile (Metodo Augustus) in aree di emergenza definite a rischio e preventivamente individuate nel territorio nazionale.
Queste aree fanno parte integrante della pianificazione di emergenza a livello Nazionale, Regionale, Provinciale, Intercomunale e Comunale.
Al verificarsi di un evento calamitoso i Centri Operativi vengono immediatamente attivati al fine di coordinare gli interventi di tutte le componenti e le strutture operative, costituenti il Servizio Nazionale di Protezione Civile, che prendono parte alla gestione dell'emergenza.
Viene costituito presso tutte le Prefetture e le Provincie una volta accertata la sussistenza di una situazione di pubblica calamità, provvede alla direzione ed al coordinamento degli interventi di Protezione Civile in sede Provinciale.
Il CCS fa parte dei Centri Operativi Provinciali, e coordina i COM (che operano sul territorio di più Comuni in supporto all'attività dei Sindaci) e provvede alla direzione dei soccorsi e all'assistenza della popolazione del singolo Comune con i COC (che sono presieduti dal Sindaco locale). Vedi anche: [COM] [COI] [COC] [ Metodo Augustus ] [Di.Ma.] [VOLONTARIATO]
C.O.M.
acronimo di: Centro Operativo Misto Rif. Normativo: L. 225/92 artt.2 comma 1 lett.b,13,14 D.Lgs. 112/98 art. 108 Comma b), L.R. 44/00 art.71, L.R. 7/03 artt. 11,13 Reg. DPGR del 18/10/04 n. 8/R, Decreto Prefettizio n. 1808.12A - 10(B) del 17/07/96 modificato con Decreto Prefettizio n. 3655.12A - 10(B) del 21/02/97 E' uno dei Centri Operativi del Modello Integrato della Protezione Civile (Metodo Augustus) in aree di emergenza definite a rischio e preventivamente individuate nel territorio nazionale.
Queste aree fanno parte integrante della pianificazione di emergenza a livello Nazionale, Regionale, Provinciale, Intercomunale e Comunale.
Al verificarsi di un evento calamitoso i Centri Operativi vengono immediatamente attivati al fine di coordinare gli interventi di tutte le componenti e le strutture operative, costituenti il Servizio Nazionale di Protezione Civile, che prendono parte alla gestione dell'emergenza.
Il COM è una struttura operativa decentrata il cui responsabile dipende dal C.C.S.; vi partecipano i rappresentanti dei Comuni e delle strutture operative.
E' istituito presso i Comuni a cura del Prefetto e dell'Amministrazione Provinciale competenti per territorio.
I compiti del COM sono quelli di favorire il coordinamento dei servizi di emergenza organizzati a livello provinciale con gli interventi dei sindaci appartenenti al COM stesso.
L'ubicazione del COM deve essere baricentrica rispetto ai Comuni coordinati e localizzata in locali non vulnerabili. Vedi anche: [CCS] [COI] [COC] [Metodo Augustus] [Di.Ma.] [VOLONTARIATO]
C.O.I.
Acronimo di: Centro Operativo Intercomunale Rif. Normativo: L. 225/92 art.15 D.Lgs. 112/98 art. 108 Comma c), D.Lgs. 267/00, L.R. 44/00 art.72, L.R. 7/03 artt. 11,13, Reg. DPGR del 18/10/04 n. 8/R, Deliberazione Assemblea dei Sindaci del 11/05/05 (solo per Biella e Comuni convenzionati). Il Centro Operativo Intercomunale, ha la funzione di coordinare le attività di Protezione Civile di competenza dei Comuni partecipanti nei settori di rischio idrogeologico (alluvioni e inondazioni), geologico (terremoti), d’incendio (boschi, beni pubblici e privati), e di ogni altro evento calamitoso che possa mettere in pericolo l’incolumità di persone e beni.
Il coordinatore del Centro Operativo Intercomunale, di concerto con gli altri componenti, emana atti di indirizzo e direttive per la concreta attuazione delle competenze assegnate. Nei casi in cui l’evento calamitoso coinvolga un solo ente partecipante, le funzioni di coordinatore del Centro Operativo Intercomunale sono svolte dal Sindaco del comune interessato.
Il coordinatore, ovvero il Sindaco dell’unico Comune che ha subito la calamità, ha l’obbligo di informare, attraverso il COM di zona, le autorità statali, regionali e provinciali preposte al servizio di Protezione Civile sulle iniziative operative intraprese, ai sensi della convenzione, nel rispetto della normativa vigente.
Per l’espletamento delle funzioni di cui ai commi precedenti, il Centro Operativo Intercomunale può avvalersi dei gruppi comunali di volontariato e, ove esistenti, delle associazioni di volontari convenzionate con ogni singolo Comune. Vedi anche: [CCS] [COM] [COC] [ Metodo Augustus] [Di.Ma.] [VOLONTARIATO]
C.O.C.
acronimo di: Centro Operativo Comunale Rif. Normativo: L. 225/92 art.15 D.Lgs. 112/98 art. 108 Comma c), D.Lgs. 267/00, L.R. 44/00 art.72, L.R. 7/03 artt. 11,13, Reg. DPGR del 18/10/04 n. 8/R E' uno dei Centri Operativi del Modello Integrato della Protezione Civile (Metodo Augustus) in aree di emergenza definite a rischio e preventivamente individuate nel territorio nazionale.
Queste aree fanno parte integrante della pianificazione di emergenza a livello Nazionale, Regionale, Provinciale, Intercomunale e Comunale.
Al verificarsi di un evento calamitoso i Centri Operativi vengono immediatamente attivati al fine di coordinare gli interventi di tutte le componenti e le strutture operative, costituenti il Servizio Nazionale di Protezione Civile, che prendono parte alla gestione dell'emergenza.
Il COC viene istituito dal singolo Sindaco, in qualità di Autorità comunale di Protezione Civile, attivato al verificarsi dell'emergenza, nell'ambito del territorio comunale. Se ne avvale per la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione colpita.
Il COC dovrà essere ubicato in un edificio non vulnerabile ed in un'area di facile accesso. Vedi anche: [CCS] [COM] [COI] [Metodo Augustus] [Di.Ma.] [VOLONTARIATO]
METODO AUGUSTUS Rif. Normativo: L. 225/92, Circolare Dipartimento Protezione Civile n.1/DPC/S.G.P./94 e n.2 DPC/S.G.C./94 il Metodo Augustus consiste in linee guida per la pianificazione di emergenza, varate dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile per uniformare gli indirizzi, i protocolli e i termini, per rendere più efficaci i soccorsi che si pongono in essere in un sistema complesso.
La denominazione deriva dall'imperatore Ottaviano Augusto che, duemila anni fa, affermò: "Il valore della pianificazione diminuisce con la complessità dello stato delle cose"; una frase che raccoglieva una visione del mondo unitaria fra il percorso della natura e la gestione della cosa pubblica (res publica).In buona sostanza Augusto coglieva pienamente l'essenza della moderna pianificazione di emergenza che si impernia proprio su concetti come semplicità e flessibilità.
Tutte le componenti del “Sistema Stato”, vale a dire Comuni, Province, Regioni e Dipartimento della Protezione Civile, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, concorrono unitariamente al “Sistema integrato di protezione civile”, con precise competenze e chiare responsabilità di intervento. Vedi anche: [CCS] [COM] [COI] [COC] [Di.Ma.] [VOLONTARIATO]
Di.Ma.
Acronimo di: Disaster Manager Rif. Normativo: Decreto del Presidente della Giunta Regionale 27/11/06, n. 12/R E' un esperto "Direttore delle emergenze", deputato alla gestione delle crisi da calamità, a cui provvede coordinando i soccorsi direttamente o fornendo una consulenza in tempo reale alle autorità chiamate all'intervento.
L'esperto appartenente alla Pubblica Amministrazione viene formato a cura della Regione e del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile mediante la partecipazione ad un corso in Disaster Management ed a seguito del superamento di esame finale.
Il corso si pone come obiettivo quello di rendere omogenea la preparazione di base tra tutti coloro che, operando all'interno del sistema Protezione Civile, si trovino poi a dover operare su un terreno comune. Finalità dell'azione formativa è la delineazione di una figura di funzionario che sia in grado di:
  • svolgere attività di consulenza ed orientamento alle Autorità locali per i compiti di prevenzione;
  • predisporre e verificare i piani di emergenza locali;
  • svolgere funzioni di supporto negli organismi preposti al coordinamento dei soccorsi.
Vedi anche: [CCS] [COM] [COI] [COC] [Metodo Augustus] [VOLONTARIATO]
VOLONTARIATO
 Rif. Normativo: L. 225/92 artt. 11,18, L.R. 7/03 art. 19 Reg. DPGR del 18/10/04 n. 9/R Il volontariato è una “struttura operativa” del Sistema della Protezione Civile, con funzioni di supporto alle azioni di protezione civile adottate dalle istituzioni, sia nell’ambito delle attività di previsione e prevenzione delle varie ipotesi di rischio e nelle attività di soccorso, che della fattiva ed indispensabile attività di collaborazione alla sensibilizzazione civile nei confronti della collettività alle problematiche di protezione civile. I Coordinamenti delle Associazioni di Volontariato di Protezione Civile sono delle Associazioni di Volontariato che possono avere come soci le Associazioni e i Gruppi Comunali di Protezione Civile. Si propongono di incrementare i rapporti fra le varie compononti del volontariato, mantengono i collegamenti e collaborano con le istituzioni. Vedi anche: [CCS] [COM] [COI] [COC] [Metodo Augustus] [Di.Ma.]

 

 


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