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:: PROTEZIONE CIVILE_PARTE IV

 MISSIONE TERREMOTO ABRUZZO

Quella che vi vogliamo raccontare è la storia di un dramma da cui è nato un progetto di collaborazione e amicizia: il terremoto in Abruzzo visto con gli occhi della protezione civile del Comune di Biella.

La notte del 6 aprile la terra  abruzzese trema e distrugge case,  palazzi, vite, serenità, mentre Biella  continua a dormire inconsapevole.  Al risveglio la notizia si diffonde  rapidamente: cosa possiamo fare?  La nostra missione è anche il  soccorso, siamo pronti. Ma dove  andiamo? Cosa serve? Saremo utili?  Qualcuno a bisogno di noi? Si, certo che qualcuno ha bisogno  di voi – ci dice Franco Di Braccio –  Castelvecchio Subequo è solo, ha  paura, la gente dorme in macchina,  le case sono inagibili. Correte….  Qualche intoppo burocratico, un  po’ di agitazione, telefonate che si  rincorrono e la sera del 9 aprile un  primo contingente parte.  Un viaggio di 12 ore, 5 mezzi in  colonna mobile percorrono la pen- isola e alle 9 del mattino seguente  si ritrova là, dove la terra conti- nua a tremare e la gente si sente  sola e impaurita. Allora, forza, da  dove cominciamo? Eccoci al campo

sportivo, quattro tende sono già montate ma non bastano, la gente passa le notti in auto, fa freddo, piove. Allora dividiamoci: orga- nizziamo il campo, ascoltiamo la gente, parliamo con gli amminis- tratori, richiediamo tende, bagni, stufette, docce, … quante cose a cui pensare. Una telefonata a Lometti, l’assessore che chiede notizie,  ancora Lometti per un consiglio, un giornalista che vuole sapere cosa stiamo facendo, il Com, i carabin- ieri, il sindaco,… Le ore corrono veloci, altri paesi hanno bisogno di noi, la stanchezza non si sente perché sono troppe le cose a cui pensare e l’entusiasmo è tanto. Così passa veloce la prima settimana, arriva il secondo gruppo, il terzo, il quarto…. e siamo già al dodicesimo gruppo che il 30 giugno lascia Castelvecchio. Nel frattempo sono nate tante amicizie, si sono intrecciate le storie di persone che

mai avrebbero pensato di conoscer- ci, al campo si festeggia Pasqua, a Biella il coro di Castelvecchio canta nella chiesa di San Sebastiano, al campo la gente ritrova serenità e torna alle case, a Biella continua la raccolta di materiale e fondi, al campo ci si scambiano ricette di piatti tipici, a Biella si ricordano i bei momenti passati insieme… E già si pensa a cosa fare nei pros- simi mesi perché il terremoto non è più notizia da prima pagina, ma il legame che si è creato tra biellesi e castelvecchiesi non potrà più es- sere spezzato. Ognuno dei volon- tari avrebbe tanto da raccontare, perché ognuno di noi ha vissuto questa esperienza con il cuore, ogni giorno era una soddisfazione risvegliarsi là al campo e anche se quando la giornata cominciava non si poteva mai prevedere fino a che ora sarebbe durata, bastava un sorriso, un saluto, una chiacchiera, una pacca sulla spalla per ritrovare le energie

Quello che è strano di questa espe-

rienza è che ognuno di noi, venuti

da esperienze di vita diverse,

con età diverse, caratteri diversi,

aspettative diverse, tutti noi siamo

tornati con il sorriso e tutti noi

ricordiamo quei giorni con un nodo

alla gola, perché chi aveva bisogno

di noi ha aiutato noi, chi era in

difficoltà non l’ha mai fatto pesare

e ci ha accolto come in un giorno

di festa.

Non basterebbe un intero giornalino

per raccontare ogni esperienza e al-

lora concludiamo con un po’ di dati

che rendono l’idea dell’enorme im-

pegno che il Servizio di Protezione

Civile si è assunto quando ha deciso

di affrontare questa emergenza:

84 giorni di apertura e gestione

del campo

circa 150 volontari che si sono

alternati al campo accoglienza di

Castelvecchio Subequo, appartenenti

a vari gruppi e associazioni del

C.O.M./3 (volontari COM3 Biella 95,

volontari  Città di Asti 25 e volon-

tari Comune di Alessandria 30)

oltre 20.000 chilometri percorsi.

950 kg. Pasta raccolta e con-

segnata al campo accoglienza

circa 25.200 ore che i volo-

ntari hanno passato al campo di

Castelvecchio

544 ore di lavoro al centro di

raccolta di via Rivetti

654 ore di lavoro dei dipendenti

comunali

150 le persone che giornal-

mente potevano trovare ospitalità

nelle tende

Circa 7.000 pasti cucinati e

serviti

 

P. Il Gruppo Comunale
L’addetto stampa Simona Fraire